Quando il costo della bolletta sale, così come il prezzo della benzina alla pompa, riscopriamo quanto importante sia l’energia. Senza di essa ben poco possiamo fare. L’Intelligenza artificiale o l’internet delle cose hanno bisogno di corrente. Così come le fabbriche, i negozi e le case. E comprendiamo quanto sia importante il modo in cui la si produce. È da questo che discende il costo. E quanto a modo di produrre l’energia elettrica, sia messo agli atti, la Francia ha fatto la scelta giusta; indovinata la quale, si può dire che di fatto campa di rendita. O quanto meno riesce a nascondere al meglio le sue non poche criticità. Non brilla in termini di crescita. Dal 2019 ad oggi il PIL reale francese è aumentato complessivamente del 4% contro il quasi 0% della Germania. Ma l’Italia fa oltre il 6%. La strutturale debolezza dell’economia francese porta dietro di sé una non felice dinamica nella crescita nel debito pubblico. Nel 2019 l’Italia superava la Francia di circa 36 punti (se raffrontato al PIL). Dopo cinque anni il divario è crollato a 22. Sui titoli a dieci anni paghiamo praticamente lo stesso tasso sebbene il rating di Parigi sia A+ contro il nostro BBB-. Uno dei due giudizi è sicuramente sbagliato.