Ci volevano le bombe sull’Iran per svegliare Ursula von der Leyen. Il presidente della Commissione europea, ieri, da Bruxelles ha lanciato segnali di una svolta sulle politiche (suicide) della Ue relative all’energia. Dichiarazioni, quelle della Von der Leyen, contenute in una lettera inviata ai leader degli Stati membri in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo: «I Paesi Ue», scrive la Von der Leyen, «possono concedere un’immediata riduzione del prezzo dell’elettricità alle industrie ad alta intensità energetica più colpite attraverso il quadro vigente in materia di aiuti di Stato.

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Urge una decisione. Ormai è chiaro che i prezzi di gas e petrolio non torneranno presto alla normalità. Per quanto sia auspicabile il contrario, la guerra in Iran è destinata a durare mesi e di conseguenza anche l’instabilità politica dell’intera regione da essa generata. Per altro, comunque vada, ovvero sia che le bombe americane e israeliane vincano la resistenza di Pasdaran e ayatollah, sia che Trump e Netanyahu decidano di fermare il conflitto, lo stretto di Hormuz non sarà liberato in poche settimane.