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Dall'inizio della guerra in Iran, due settimane fa, il prezzo del carburante degli aerei è raddoppiato, in concomitanza con le interruzioni di alcune delle principali rotte di navigazione al mondo, che stanno limitando il commercio globale di greggio e petrolio raffinato. E dal momento che il carburante da solo rappresenta tra il 25 e il 35% dei costi delle compagnie aeree, il prossimo passo sarà con ogni probabilità un aumento dei prezzi dei biglietti.

In parte sta già accadendo. Diversi vettori, tra cui Air Asia e Hong Kong Airlines, hanno dichiarato esplicitamente di voler introdurre i consueti supplementi carburante. Negli Stati Uniti, i prezzi dei biglietti nazionali stanno crescendo (anche se la tendenza era in corso già da prima del conflitto in Medio Oriente). "Quando [il prezzo del petrolio] sale così rapidamente, le tariffe aumentano", ha dichiarato al Wall Street Journal qualche giorno fa Scott Kirby, amministratore delegato di United Airlines. "Ma si abbassano quando il carburante torna a scendere".