La guerra in Iran, che si sta trasformando sempre di più in un conflitto regionale, rischia di avere un impatto anche sulla catena di fornitura globale di microchip, nel caso in cui il flusso di materiali industriali critici provenienti dal Medio Oriente dovesse subire uno stop.

A dichiararlo è stato Kim Young-bae, parlamentare del partito al governo in Corea del Sud. Quella di Kim è un'allerta particolarmente rilevante se si considera che il settore dei semiconduttori coreano, guidato da giganti come Samsung e Sk hynix, produce circa due terzi dei chip di memoria del mondo. Se le forniture di materiali in Medio Oriente venissero interrotte, la produzione di semiconduttori potrebbe rallentare, a meno di trovare rapidamente fonti alternative.

Uno degli elementi a rischio è l'elio, che nella filiera produttiva dei chip è essenziale per gestire il calore, individuare eventuali perdite e mantenere stabili le temperature nelle apparecchiature. A rendere ancora più complicato il quadro è che per molte di queste applicazioni non esiste un vero e proprio sostituto.

Circa il 38% dell'elio mondiale è prodotto in Qatar, dove i grandi impianti di estrazione sono legati all'industria del gas naturale, un aspetto che spiega come gli sconvolgimenti in un comparto possano velocemente ripercuotersi sulla supply chain globale.