Milano, 16 mar. (askanews) – Mentre il mercato outdoor continua a crescere e la montagna europea fa i conti con meno neve, costi più alti e un modello in trasformazione, in un’intervista ad askanews, Stéphane Tenailleau, Vice President, Brand Marketing Emea del brand canadese Arc’teryx, rivendica la matrice tecnica del marchio e il contesto da cui continua a partire la progettazione dei prodotti. Il marchio nasce nel 1989 a North Vancouver con il nome Rock Solid Manufacturing, piccola realtà artigianale fondata da David Lane, a cui si affianca poco dopo Jeremy Guard. I primi prodotti sono imbraghi e zaini tecnici ed è proprio sull’attrezzatura da arrampicata che l’azienda costruisce la propria reputazione, prima di adottare nel 1991 il nome Arc’teryx, da Archaeopteryx lithographica, fossile simbolo di evoluzione, concetto che il brand continua a usare come chiave della propria storia.

Oggi l’azienda fa parte di Amer Sports, gruppo che nel 2025 ha chiuso l’esercizio con ricavi per 6,5 miliardi di dollari e considera Arc’teryx il proprio marchio di punta. Nel 2024 il brand ha superato i 2 miliardi di dollari di ricavi, con 33 nuovi negozi monomarca aperti nell’anno, trainando la crescita del segmento dell’abbigliamento tecnico. Un settore che la realtà canadese presidia dalla fine degli anni Novanta, vantando una collaborazione che dura da un quarto di secolo con un’azienda come Gore-Tex. ‘Arc’teryx è un marchio costruito sull’innovazione: crediamo che i prodotti e le esperienze migliori nascano dal mettere in discussione e dall’andare oltre lo status quo’ racconta Tenailleau ad askanews, spiegando che ‘noi siamo profondamente radicati in quel mondo e guidati dalla sua comunità: per questo sviluppiamo attrezzature ed esperienze che consentano alle persone di viverlo in modo pieno e consapevole. Un altro criterio per noi essenziale è l’autenticità: vogliamo restare coerenti con la nostra storia e con quella comunità’.