Roma, 16 mar. (askanews) – Giornaliste, medici, avvocate, docenti, imprenditrici, operatrici sociale. E’ un elenco di oltre cento nomi quello del comitato ‘Donne per il Sì’. “Ci sono molte valide ragioni per sostenere il referendum confermativo della riforma della giustizia – si spiega in una nota – Ci sono anche, però, motivazioni specifiche che riguardano direttamente noi donne. A cominciare dall’auspicabile superamento di un meccanismo di potere correntizio che certamente non è estraneo alla penalizzazione che le donne subiscono tanto nella rappresentanza in seno al Csm, tanto nell’attribuzione di incarichi direttivi negli uffici giudiziari”.
Perché “le donne, da ormai vent’anni stabilmente maggioritarie fra i vincitori del concorso di accesso, in magistratura sono più di 5mila, oltre il 56%, ma nelle ultime due consiliature del Csm, dal 2018 al 2027, ne sono state elette 6 su 20 componenti togati totali, meno di un terzo. Quasi tre magistrati su quattro (il 68% circa) tra coloro che esercitano funzioni direttive sono uomini. Uno squilibrio che si registra negli uffici giudicanti, e, in modo ancora più accentuato, in quelli requirenti, guidati da una donna solo nel 23% dei casi”.











