Tra l'incertezza delle previsioni sui vincitori e le misure di sicurezza che promettevano lunghe file ai punti d'accesso, la sala stampa della 98esima edizione degli Oscar si è riempita di eccitazione e stress piuttosto in fretta.

Oltretutto, non è facile mantenere la concentrazione schiacciati tra la vicina di China News con il piattino carico di gamberoni sbiaditi in salsa rosa e poi di fette di torta a svariati piani; il dirimpettaio del quotidiano catalano La Vanguardia che ha un cimitero di lattine di Coca Cola attorno e il giapponese seduto a sinistra che si irrigidisce ogni volta che per errore gli si sfiora il gomito.

I brasiliani sono tutto un fremito - e poi depressi quando L'agente segreto perde l'Oscar sia per miglior attore che per miglior film internazionale; i nordici che attraversano la parabola opposta con la vittoria per il norvegese Sentimental Value; i coreani che sono tanti e non fanno che abbracciarsi.

Spagnoli, italiani, greci e anche francesi si aggirano distaccati. L'unico elemento che sembra accumunare gli oltre 300 giornalisti di carta stampata, web, radio e tv, che sussurrano al telefono in decine di lingue diverse, è la temperatura della sala. Tutti si sventolano per il caldo nelle prime due ore della cattività, per poi cominciare a coprirsi per contro l'aria condizionata nelle tre successive.