Con due presenze iraniane "forti" sul red carpet ma anche un paio di assenze eccellenti le guerre in Medioriente dopo i raid di Usa e Israele in Iran sono l'elefante nella stanza agli Oscar: un grande evento che - come per gli incendi di Los Angeles l'anno scorso - rende evidente il contrasto tra la gravità della situazione internazionale e la natura celebrativa dei premi.

Ci saranno, sulla passerella quest'anno rosso sangue che precede la cerimonia (in diretta sulla Abc e in Italia sulla Rai), il regista dissidente Jafar Panahi di Un Semplice Incidente e i documentaristi di Scalfire la Roccia, Sara Khaki and Mohammadreza Eyni.

Non pero', per ragioni di visti e di blocco dei viaggi, Sara Shahverdi, la levatrice in motocicletta al centro del documentario, assente come l'attore palestinese Motaz Malhees, protagonista di La Voce di Hind Rajab in corsa per il Miglior Film straniero: "Non mi permettono di entrare negli Usa perché sono palestinese", ha reso noto: "Fa male, ma non fermeranno la nostra storia". Proteste sono state messe in programma nella giornata di domani sia a favore che contro i raid. Quanto a Conan O'Brien, il conduttore della notte delle stelle, trovare l'equilibrio tra toni leggeri e consapevolezza della realtà fa parte del suo ruolo.