Dopo la gloria, il richiamo della pancia.
Domenica 15 marzo (la notte del 16, in Italia), come succede ogni anno al termine della cerimonia degli Oscar, circa 1.500 ospiti migreranno in gran fretta dalle poltroncine vellutate del cinema Dolby agli ampi spazi della Ray Dolby Ballroom.
Le star ci arrivano proverbialmente affamate, dopo tre ore e mezza di premiazioni e discorsi, a cui si somma la sfilata sul tappeto rosso e una precedente laboriosa preparazione. Nel grande salone al piano superiore del teatro troveranno pronto un menu di oltre 70 piatti firmati dallo chef di origine austriaca Wolfgang Puck, da 32 anni dietro ai fornelli della festa più importante di Hollywood.
Per servire attori, registi e produttori serve un piccolo esercito: 75 chef per i salati, 45 pasticcieri e più di 300 tra camerieri e responsabili di sala. Tra i grandi classici tornano alcuni dei piatti forti di Puck, come la chicken pot pie e i cracker al salmone a forma di statuetta, insieme alle porzioni di mac and cheese, alla pizza e ai mini hamburger di Wagyu. "Una volta ho provato a togliere la pizza perché volevo cambiare - ha raccontato lo chef all'anteprima del menu per i giornalisti accreditati - e tutti mi chiedevano: Wolfgang, dov'è la pizza?".














