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I Pasdaran inceneriscono il Reaper da ricognizione da 30 milioni nella base Ali Al Salem. Crosetto: "Resta il personale essenziale"

Un drone kamikaze dei Pasdaran ha distrutto un velivolo senza pilota italiano centrando un capannone protetto nella base aerea kuwaitiana Ali Al Salem. Il personale dell'Aeronautica militare rimasto, una quarantina di persone, chiuso nei bunker, è incolume. La base viene chiamata "la roccia" ed ospita anche gli americani della 386th Air Expeditionary Wings, che gestisce parte delle operazioni aeree contro l'Iran.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, sottolinea che "la perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell'area". L'MQ-9 "Reaper" del Task Group "Araba Fenice", valore 30 milioni di euro, non era armato, ma aveva un sofisticato sistema di sensori, telecamere e occhi elettronici per monitorare le minacce sul teatro iracheno nel contesto della missione Prima Parthica. Il drone italiano ha volato e fornito informazioni dal cielo fino al giorno prima dell'attacco americano e israeliano. Nella base opera un mini contingente dell'Aeronautica militare, l'Air Task force Kuwait, comandato dal colonnello Marco Mangini. Lo schieramento fa parte dal missione Nato, Inherent Resolve, nata per contrastare l'avanzata dello Stato islamico nel 2014 ed evoluta nell'assistenza alle forze armate irachene e l'addestramento dei Peshmerga.