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L’attacco nella base di Ali al Salem ha colpito uno degli assetti più strategici del contingente italiano. Il velivolo MQ-9A era fondamentale per sorveglianza, ricognizione e raccolta di informazioni nelle operazioni della coalizione internazionale tra Iraq e Siria
Un drone militare MQ-9A Predator in dotazione al contingente italiano è stato colpito nella base di Ali al Salem, in Kuwait, uno degli hub principali della coalizione internazionale impegnata nelle operazioni di sicurezza in Medio Oriente. Il velivolo senza pilota, prodotto dalla società statunitense General Atomics, rappresentava uno degli assetti più importanti per le attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione dell’Italia nell’area.
Il valore stimato del sistema supera i 35 milioni di dollari, considerando non solo il velivolo ma anche i sensori avanzati, i sistemi di comunicazione e l’infrastruttura di controllo a terra. La perdita colpisce quindi non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto operativo, perché il drone garantiva la raccolta di informazioni strategiche a supporto della coalizione impegnata nel contrasto allo Stato islamico tra Iraq e Siria.















