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Paura in Kurdistan, 17 droni "a singhiozzo" su Erbil. Crosetto: "Attacco deliberato". E ieri sei francesi feriti

Erbil (Kurdistan iracheno) Il massiccio attacco dal cielo inizia con un intercettore Patriot americano che schizza verso l'alto e centra un missile balistico iraniano. Il boato scuote Erbil, la "capitale" del Kurdistan iracheno e fra le nuvole si accende un globo di fuoco. Gli obiettivi americani e militari, soprattutto all'aeroporto internazionale, sono stati attaccati quasi ogni giorno dall'inizio della guerra (291 droni e missili dal 28 febbraio).

Questa volta, però, risulta subito chiaro che l'offensiva dal cielo è massiccia. Nel mirino finisce campo Singara, la base dei soldati italiani della missione Prima Parthica di addestramento dei Peshmerga, i combattenti curdi. Dopo la prima esplosione vengono lanciati 17 droni kamikaze a "singhiozzo". Non arrivano, come il primo missile, dall'Iran, ma dalle falangi sciite irachene che rispondono a Teheran. I droni piombano in coppia o singolarmente, a distanza ravvicinata o di ore. Il ronzio mortale dei velivoli senza pilota zeppi di esplosivo ti fa venire un brivido lungo la schiena.