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Scali chiusi e sorvoli su basi militari. Velivolo uccide un fotoreporter francese in Ucraina
Le squadre di pulizia stavano ancora smantellando il Bella Center di Copenaghen, teatro del vertice della Comunità Politica Europea sulla sicurezza, quando sulla Germania hanno fatto la loro comparsa i primi droni-esca. Poche ore dopo, lo stesso ronzio minaccioso ha cominciato a risuonare nei cieli del Belgio. Un messaggio chiaro da Mosca: la risposta di Putin ai piani annunciati a Copenaghen, dove i leader europei e Zelensky avevano discusso della creazione di una rete di difesa aerea comune e persino della costruzione di un "muro anti-Uav". L'entusiasmo si era già incrinato con le parole di Macron, scettico sulla fattibilità di blindare oltre 3.000 km di confine.
Il primo allarme è scattato a Monaco di Baviera, intorno alle 21.30 di giovedì. Un'ora più tardi, nuovi avvistamenti hanno interessato l'area aeroportuale di Flughafen, costringendo le autorità a sospendere 17 voli, con quasi 3.000 passeggeri coinvolti. Quindici aerei in arrivo sono stati invece dirottati sugli scali di Stoccarda, Norimberga, Francoforte e Vienna. Nella notte, anche i radar della base militare di Elsenborn, in Belgio, a ridosso del confine tedesco, hanno intercettato altri 15 Uav, confermando che l'azione aveva una portata ben più ampia di una semplice provocazione. Kiev ha replicato lanciando droni su Sochi, subito dopo il discorso di Putin al forum Valdai.







