Filiera Italia e Coldiretti hanno presentato a Roma in settimana l’associazione “Unione quarta gamma”, che aggrega oltre il 60% del mercato nazionale delle insalate in busta per tutelare un settore che vale oltre un miliardo di euro. L’iniziativa mira a sostenere i produttori contro l'aumento dei costi e la pressione della grande distribuzione organizzata.

L’amministratore delegato di Filiera Italia, ha sottolineato la necessità di garantire equità nella distribuzione del valore. Attraverso innovazione, sostenibilità e nuovi contratti, il progetto mira a trasformare il comparto in un partner paritario della distribuzione e rappresenta un passaggio fondamentale dalla frammentazione alla creazione di un soggetto capace di rappresentare una massa critica per competere nel mercato. Per i consumatori, alla fine, cambierà poco, anche se poter contare su fornitori in grado di stare sul mercato è un bene per tutti.

In media, se si confronta il prezzo al chilo, i prodotti della quarta gamma, quelli lavati, tagliati e pronti al consumo, costano da 5 a 6 volte di più rispetto al prodotto fresco sfuso, la prima gamma. Ma il raffronto ha senso fino a un certo punto, perché frutta e verdura lavate, tagliate e confezionare incorporano un servizio dal costo non trascurabile. Mentre la spesa media per singolo atto d'acquisto appare simile, la differenza reale emerge analizzando il costo per unità di peso. E questo calcolo, già di per sé poco significativo, oltretutto non incorpora lo scarto che subiranno i vegetali freschi una volta portati a casa.