Milano, 10 mag. (askanews) – L’Italia è il primo Paese al mondo per consumo pro capite di insalate in busta ed è leader europeo nella produzione, che vale oltre 1 miliardo di euro di fatturato. La cosiddetta IV gamma rappresenta quindi una delle punte più avanzate del nostro agroalimentare. Tuttavia, se, sotto la spinta dei rincari dei fattori di produzione, i prezzi dell’ortofrutta al consumo nel suo complesso sono cresciuti del 18% fra 2021 e 2025, la IV Gamma si è fermata a un +4,5%, evidenziando una stagnazione strutturale. Negli ultimi quindici anni la filiera ha massimizzato i volumi invece del valore, entrando in un circolo di ipercompetizione che ha progressivamente eroso sostenibilità economica e capacità di investimento. A rilevarlo è Filiera Italia che lunedì a TuttoFood, insieme alla neonata Aop Unione Quarta Gamma, accende i riflettori sulle criticità strutturali della IV gamma italiana e sulla necessità di un cambio di paradigma.

“Questo evento lancia un messaggio chiaro alla filiera: la IV gamma non è semplicemente una categoria merceologica, ma una vera infrastruttura del tempo contemporaneo, essenziale per i consumatori e di grande valore per il retail – dichiara Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia – Per continuare a esserlo, deve uscire dal ‘loop competitivo’ e costruire una nuova governance di filiera basata su tre paradigmi: qualità, efficienza e comunicazione”.