E'un gigante con gambe ancora troppo fragili l'ortofrutta italiana, in mostra alla fiera Fruit Logistica in Germania che è il primo mercato di sbocco delle colture ortofrutticole made in Italy.

"Con 18,9 miliardi di euro di valore, 150mila aziende coinvolte e oltre un milione di ettari coltivati, rappresenta il primo comparto nazionale e incide per il 28% sulla produzione agricola totale.

Un patrimonio che il sistema Paese e l'Europa hanno il dovere di proteggere", ha sottolineato il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, all'apertura dell'appuntamento fieristico a Berlino.

Tra i gol messi a segno dal comparto sul fronte commerciale l'Italia diventa il primo esportatore mondiale di mele, superando - segnala un monitoraggio Ismea su dati 2025 - Stati Uniti e Cina in termini di valore delle spedizioni, totalizzando una quota di circa il 16% del commercio mondiale.

E l'Italia, ricorda Confagricoltura, si conferma leader europeo nella produzione di kiwi, uva da tavola, nocciole (nonostante il drastico calo produttivo del 2025), pomodoro da industria, e seconda per arance e pesche nettarine. Inoltre, secondo recenti elaborazioni del Crea, le aziende nazionali frutticole e viticole si posizionano al primo posto per la redditività del fattore terra. Ma il settore è sotto pressione, al punto che la tavola rotonda in programma all'Ambasciata d'Italia, con la partecipazione del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, verte sulle incertezze dei mercati e le sfide regolatorie.