Roma, 4 feb. (askanews) – Il settore dell’ortofrutta ha raggiunto nel 2025 il record storico dell’export, 13 miliardi di euro tra fresco e trasformato, con una crescita anche nei consumi e nel valore ma resta esposto a forti squilibri lungo la filiera e a una concorrenza internazionale che ne mette a rischio la sostenibilità economica. È il messaggio lanciato da Coldiretti e Filiera Italia da Fruit Logistica in corso a Berlino nel confronto sul futuro delle OP e AOP nel nuovo scenario europeo.

Nei primi sei mesi del 2025 i consumi delle famiglie italiane hanno raggiunto 2,68 milioni di tonnellate (+4% sul 2024) per una spesa di 6,95 miliardi di euro (+8%). Secondo Ismea il comparto vale circa 17 miliardi di euro e rappresenta circa il 28% del valore della produzione agricola nazionale. Numeri che confermano il ruolo strategico del settore, ma che pongono un tema centrale: la redistribuzione del valore agli agricoltori.

Le confederazione agricole sottolineando che “nonbasta esportare di più se poi aumenti le importazioni in valore a doppia cifra, poiché ciò vuol dire che viene progressivamente roso nella tua capacità di produrre. E la ragione di tutto questo è una sola: quello che viene importato non risponde alle stesse regole chieste ai produttori italiani che se competono a livello globale alla pari e con gli stessi standard vincono su tutti i mercati. Andiamo incontro – ricordano – ad una stagione di accordi bilaterali che possono essere opportunità o rischi”.