Dopo più di tre anni il saldo della bilancia commerciale ortofrutticola diventa positivo, i consumi riprendono vigore e alcune eccellenze del nostro comparto agricolo tornano a brillare. Ma il percorso di rilancio del settore è ancora in salita perché – per dirla con le parole di Paolo Bruni (presidente Cso) – in dieci anni, a parità di ettari, sono andate perse 1,3 milioni di tonnellate di produzione: il che fa capire quanto la redditività sia minata da cambiamenti climatici e fitopatie. «Se fossimo razionali – ha detto recentemente il presidente di Italia Ortofrutta, Andrea Badursi – non dovremmo più produrre ortofrutta: investiamo e produciamo senza sapere quale sarà il risultato».

Nel primo trimestre 2025 – dati Istat-Fruitimprese – la bilancia ortofrutticola nazionale ha chiuso i conti in attivo per oltre 300 milioni di euro, migliorando del 26,9% rispetto a un anno fa, con un surplus anche nei volumi di oltre 10mila tonnellate di scarto tra export ed import.

Merito di una politica di rilancio delle nostre esportazioni – fa sapere Fruitimprese – in particolare della frutta fresca, che segna un +21,7% in quantità e un +23,8% a valore. Le mele, in particolare, sono cresciute del 20,34% a volume e del 17,95% a valore, rispetto al primo trimestre 2024. Bene anche i kiwi (il giallo, in particolare) in ripresa del 12,55% sulle quantità e del +27,03% sui valori. Riparte, dopo mesi di stasi, anche la frutta secca, segnata da ottime quotazioni sui mercati internazionali, dal momento che con solo l’1,6% in più di vendite oltre-confine, ha guadagnato il +9,7% in più.