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Il boom delle esportazioni di auto cinesi nasconderebbe un rallentamento della domanda interna e segnali crescenti di difficoltà per l’economia del Dragone
Il boom delle esportazioni di auto potrebbe sembrare una buona notizia per la Cina. Eppure, per molti analisti, non sarebbe altro che un segnale di debolezza dell’economia interna. La storia è questa: negli ultimi mesi diversi grandi produttori cinesi hanno iniziato a vendere più veicoli all’estero che nel mercato domestico, una svolta che racconta molto sul rallentamento della domanda interna. Tuttavia la crescita delle esportazioni non racconterebbe tutta la storia: dietro questa espansione globale si nasconderebbe infatti una domanda interna sempre più fragile e un sistema industriale che faticherebbe ad assorbire la produzione.
Il caso più emblematico riguarda BYD, il colosso dell’auto elettrica che nel 2025 ha superato Tesla diventando il primo produttore mondiale di veicoli elettrici. A febbraio 2026 l’azienda ha esportato circa 100.600 auto, pari al 53% delle vendite totali del mese, segnando per la prima volta il sorpasso delle vendite estere su quelle realizzate in Cina. Il dato è sorprendente se si considera che il mercato automobilistico cinese è il più grande del mondo, con circa 355 milioni di veicoli in circolazione.






