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La Cina sta facendo i conti con una spirale deflazionistica: produzione eccessiva, consumi deboli e salari stagnanti minacciano la crescita interna

La Cina si trova intrappolata in un ciclo economico complicato, dove la produzione eccessiva si scontra con una domanda interna debole, generando una spirale di deflazione che colpisce profitti, salari e consumi. Lo spiega un lungo articolo del Wall Street Journal, che racconta come in mercati come il Qipu Road Wholesale Clothing Market di Shanghai, i venditori si trovino costretti a gestire enormi quantità di resi invece di fare nuove vendite, mentre fatturati e margini di profitto si riducono drasticamente rispetto ai livelli pre-pandemia. Molte aziende, dalle industrie tradizionali come acciaio, carta e cemento a settori più avanzati come veicoli elettrici e robotica, vedono i profitti crollare e i margini toccare i livelli più bassi degli ultimi quindici anni. La combinazione di salari stagnanti, licenziamenti e una popolazione che risparmia di più per precauzione alimenta ulteriormente il circolo vizioso, rendendo difficile sostenere la crescita interna nonostante la Cina continui a registrare surplus commerciali record grazie alle esportazioni. Secondo alcuni esperti, il Paese rischierebbe addirittura di affrontare un periodo di stagnazione prolungata simile a quello vissuto dal Giappone negli anni ’90.