Sette giorni cruciali per decidere le sorti della riforma della giustizia.

La campagna referendaria giunge alla sua ultima settimana tra polemiche e veleni: sarà il rush finale per i partiti e le realtà della società civile impegnate per il sì o per il no.

E' in questo contesto che il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha dato mandato agli Uffici scolastici regionali di effettuare i "dovuti riscontri" nel caso in cui arrivino segnalazioni di mancato rispetto della par condicio negli incontri nelle scuole in vista della consultazione popolare del 22 e 23 marzo. Un'iniziativa duramente contestata dagli studenti della Rete della Conoscenza: "Guardiamo con preoccupazione a questi provvedimenti presi a una settimana dal voto", "da giorni sui profili pubblici social del ministro compaiono reel e interviste dove afferma le ragioni del sì", rimarcano, puntando il dito contro un "comportamento particolarmente incoerente". Intanto, ci sono i primi tre identificati per i cartelli raffiguranti la premier Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e bruciati durante il corteo romano per il No al referendum e contro la guerra: due provenivano da Padova e uno da Napoli. Proseguono le indagini per identificare gli altri responsabili. La prossima settimana sarà densa di appuntamenti: mercoledì 18 marzo i leader del campo progressista - da Elly Schlein a Giuseppe Conte fino a Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni - si riuniranno in piazza del Popolo a Roma per chiudere la campagna contro la separazione delle carriere.