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15 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:59
Il ministero dell’Istruzione guidato da Giuseppe Valditara alza la soglia di attenzione in vista del referendum. A una settimana dal voto sulla riforma Nordio, il dicastero ha incaricato gli Uffici scolastici regionali di svolgere “un’attenta verifica” delle “segnalazioni riguardanti dibattiti che sarebbero avvenuti all’interno di istituti scolastici statali in assenza di contraddittorio”. Un annuncio arrivato all’indomani di una reprimenda del ministro su un presunto sbilanciamento delle posizioni: “Nelle scuole ovviamente si può discutere delle tematiche referendarie, nel rispetto della par condicio. Non vedo perché scuole pagate dai contribuenti non debbano attenersi al fatto che se ci sono le ragioni del No, ci debbano essere anche le ragioni del Sì, e se ci sono le ragioni del Sì, ci debbano essere anche le ragioni del No. Le scuole devono servire a sviluppare lo spirito critico e non a indottrinare i nostri studenti, perché oltretutto non dimentichiamoci mai che le scuole sono pagate dai cittadini. Non sono pagate dalla Cgil, dal Partito democratico, dalla Lega, da nessun partito politico: sono pagate dai cittadini. E quindi è giusto che le scuole insegnino la libertà, lo spirito critico, il pluralismo e mai la faziosità e l’indottrinamento”.







