Roma, 14 mar. (askanews) – Il complicato risiko sulla politica estera fa riemergere differenze sull’opportunità di sanzioni alla Russia di Putin che ha invaso quattro anni fa l’Ucraina. Distinguo sulla linea di politica estera che, per una volta, non riguardano il centrosinistra – che, anche pochi giorni fa, si è presentato in aula, durante le comunicazioni della premier sull’Iran, con quattro risoluzioni diverse alla Camera e tre al Senato – ma il centrodestra. Da un lato Forza Italia e i centristi, dall’altro la Lega e, con un ruolo nel centrodestra ancora da capire, Futuro Nazionale con Vannacci. Nel mezzo il partito della premier Giorgia Meloni.
Il primo ad annusare l’aria è stato proprio il generale Roberto Vannacci, fuoriuscito con polemiche dalla Lega, e ancora vago su come il nuovo partito, Futuro Nazionale, interloquirà con la propria area di appartenenza. Nei giorni scorsi su Facebook Vannacci lo ha scritto papale: “E’ venuto il momento per l’Europa e per l’Italia di sospendere l’embargo su gas e petrolio alla Russia”. In aula alla Camera l’ha ribadito il deputato di FnV Edoardo Ziello: “Dovremmo riprendere le relazioni con la Federazione russa per pagare un prezzo del gas molto più basso”.






