È tutto legato al riscaldamento della superficie dell’Antartide. Che dal 1950 a oggi, in particolare nella Penisola Antartica, sta alterando in modo significativo la stabilità degli strati più bassi dell’atmosfera.
A sottolinearlo è uno studio portato avanti dai ricercatori dell’agenzia di ricerca Enea in collaborazione con un gruppo di scienziati provenienti da sei Paesi. Nello specifico, ricercatori provenienti dall’International Centre for Theoretical Physics di Trieste, dalla Gran Bretagna British Antarctic Survey, The Met Office, University of Bath e European Centre for Medium-Range Weather Forecast; dalla Francia, Laboratoire de Météorologie Dynamique e Sorbonne Université École Polytechnique Parigi.
La penisola Antartica
«La progressiva riduzione della stabilità atmosferica vicino al suolo, causato dall’aumento delle temperature superficiali - sottolinea Maria Vittoria Guarino, prima autrice dello studio e ricercatrice del Dipartimento sostenibilità dell’Enea - aumenta la formazione di onde di gravità atmosferiche a partire dalla Penisola Antartica, una delle principali “fabbriche” di queste onde che svolgono un ruolo cruciale nella dinamica del clima terrestre». La ricercatrice - lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Climate - rimarca che «un’atmosfera meno stabile facilita infatti la nascita e la propagazione di questi segnali ondulatori che viaggiano verso l’alto e la ricerca mette in evidenza per la prima volta un incremento di tali onde, collegandolo a un cambiamento nei flussi atmosferici superficiali».






