Al via in Antartide il progetto di ricerca Swais2c, che punta a ricostruire il clima passato, nel periodo in cui è stato più caldo e più simile al clima attuale. In particolare viene studiata la zona più fragile del continente bianco, ossia l'area occidentale nella quale si trova anche la Penisola Antartica e al progetto, guidato da Binghamton University e Imperial College London, collaora anche l'Italia. Presto inizieranno le perforazioni nel ghiaccio nel sito di Crary Ice Rise, nei pressi del Mare di Ross, ha detto il presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Fabio Florindo, ospite di ‘ANSA incontra’. “Proprio in questi giorni è partito Swais2c, con il trasporto del sistema di perforazione. Il progetto punta a prelevare un intervallo di campioni di ghiaccio che abbraccia gli ultimi 125mila anni”, ha detto Florindo. Anche la partecipazione italiana al progetto internazionale Swais2C (Sensitivity of the West Antarctic Ice Sheet to two degrees of warming) rientra nelle numerose attività svolte dall’Ingv in Antartide. Da quando lItalia ha cominciato la sua attività di ricerca in Antartide, nel 1985 "sono state numerose le spedizioni alle qualii hanno partecipato ricercatori dell’Ingv”, ha aggiunto Florindo. Tra le più rilevanti c’è stata quella del progetto Andrill, acronimo di ANtarctic DRILLing Project, una ricerca internazionale della quale Florindo è stato responsabile scientifico e che ha recuperato carote di roccia e sedimenti a oltre 1.000 metri di profondità sulla piattaforma di Ross. Quel progetto, ha osservato Florindo, ha dovuto affrontare grandi sfide scientifiche e tecnologiche per riuscire a prelevare senza rischio di contaminazioni i campioni dai quali poter ricostruire in dettaglio la storia climatica del pianet. Importantii anche i dati forniti dal progetto Seneca,guidato dall'Ingv e sviluppato in collaborazione con l’Antarctica New Zealand, che ha permesso la prima stima dei gas serra, come metano e CO2, rilasciati dal permafrost antartico. “Numerosi studi sul prmafrost sono stati fatti nelle regioni artiche, ma non c’erano invece dati relativi all’Antartide”, ha osservato Florindo. “Sappiamo che dal permafrost Artico vengono rilasciate tonnellate di gas al giorno e - ha aggiunto - se anche in Antartide avvenisse qualcosa di simile, bisognerà rivedere i modelli climatici attuali”.