SAN BIAGIO - «Consegnare un pacco da Belluno a San Biagio di Callalta, circa 80 chilometri di distanza, può trasformarsi in un'impresa talmente ardua che conviene rinunciare e far percorrere al destinatario il tragitto in auto per ritirare di persona la merce che gli spetta». Lo denuncia l'Associazione Bellunesi nel Mondo. «Lo scorso 6 marzo spiega il presidente dell'Abm, Oscar De Bona dovevamo spedire un pacco di libri: sedici copie destinate all'autrice di un volume da noi pubblicato come editori. Il materiale ci era appena stato recapitato dalla tipografia, che ha sede a Roma, quindi proveniva dalla capitale tramite un corriere diverso da Poste, dettaglio da tenere a mente. Poiché i libri erano già inscatolati, ci siamo rivolti al nostro referente all'interno di Poste per chiedere se potevano utilizzare lo stesso imballaggio per effettuare la spedizione. Confortati dal fatto che non ci fosse alcun problema, abbiamo proceduto all'invio. Allo sportello, il pacco è stato accettato senza alcuna rimostranza, preso in carico e affidato al trasporto». Fino a qui tutto bene. Poi, prosegue De Bona, da qualche parte dev'essere sorto un intoppo. «La destinataria, non ricevendo i volumi, ci ha contattati per chiedere chiarimenti. Abbiamo controllato la posizione del plico tramite il numero di spedizione sul sito di Poste e appreso che risultava in restituzione al mittente per impossibilità di consegna. Consegna che doveva avvenire presso un'azienda di San Biagio, dove ci era stato assicurato qualcuno è sempre presente dalle 7.30 alle 19.00, e dove nessun avviso di mancato recapito era stato lasciato».