QUINTO - «Il corriere ha spinto mio padre settantanovenne, malato oncologico e cardiopatico, contro la recinzione di casa solo perché l'aveva rimproverato di trattare male la sua spedizione». È questa la denuncia presentata ai carabinieri di Zero Branco fatta da un residente di via Costamala, figlio di un anziano che sabato mattina, alle 11.30, ha litigato con il corriere che quella mattina gli avrebbe dovuto consegnare un pacco per conto di Poste Italiane. La scatola, con all'interno materiali plastici, è effettivamente arrivata nella data annunciata, anche se lanciata in giardino perché il destinatario si era attardato a venire a prenderla. Dopo il diverbio si è arrivati alle mani: cinque giorni di prognosi in ospedale per escoriazioni alla mano e alla spalla. Oltre a una querela ai carabinieri.

È il figlio del settantanovenne a farsi avanti per raccontare l'accaduto: «Erano le 11.30 di sabato mattina. Arriva un corriere a casa dei miei genitori, dove abitano mio padre e mia madre. Loro sentono suonare il campanello e, dopo poco, prima che potessero uscire, si vede che il corriere lancia il pacco in giardino. Succede qualche volta, quando si fa attendere troppo il corriere. Mio papà si è avvicinato al cancello e gli ha detto: "Non è questo il modo". Da lì nasce una discussione che, sempre secondo il racconto del figlio, degenera rapidamente. «Ha iniziato a bestemmiare, dicendo che loro non hanno tempo da perdere e che questo è il loro modo di lavorare: se non risponde subito qualcuno, lanciano il pacco all'interno. Mio padre gli ha risposto che, a quel punto, non lo voleva più, anche perché danneggiato». Quella risposta "Non ho tempo da perdere" al settantanovenne non è proprio andata giù: si è avvicinato alla Fiat Panda del corriere per rivendicare le sue ragioni, uscendo dal cancello. Gli ha messo il pacco sul sedile, come per dire di tenerselo, visto che era anche danneggiato (dopo il lancio in giardino). «Il corriere a quel punto si è inferocito e lo ha spinto contro la recinzione, prendendolo per il collo. Mia mamma ha visto tutto, ha gridato e ha avvisato la parrucchiera che lavora vicino a noi. Lei è uscita per mediare. Questo poi è salito in macchina e se n'è andato, quasi investendoli».