MESTRE - Poteva essere un lieto fine, e invece si è scatenato un altro putiferio. Un giallo nel giallo visto che, da chiarire, c'era anche la storia di questo gatto arrivato anni fa - non si sa come - da Salerno a Forte Marghera. Ma "Gatto Ciccio" (così si chiama questo micione rosso ormai di una certa età), dopo essere stato prelevato il 25 febbraio scorso da carabinieri e Servizio veterinario dell'Ulss 3 per degli accertamenti, è stato riportato al Forte con delle evidenti ferite sul musetto. E, appunto, si è scatenata la tempesta in un luogo già segnato dalla "battaglia" sulle casette dei gatti da demolire.
Gatto Ciccio è stato riconsegnato all'Enpa a metà mattina, portato dai veterinari dell'Ulss 3 in una gabbietta dove - non è da escludere - potrebbe essersi procurato quelle ferite. Il gatto, che era dotato di microchip, in passato faceva riferimento all'altra associazione "I mici del Forte", ma nessuno ne aveva mai letto i dati fino a quando, appunto, non si è scoperto che proveniva dalla colonia di un Comune in provincia di Salerno. E così sono scattati quegli "accertamenti" iniziati il 25 febbraio e durati fino a ieri mattina.
«I nostri veterinari hanno accolto il felino presso le proprie strutture, là dove vengono accuditi e curati gli animali che necessitano di assistenza sanitaria - spiegano dall'Ulss 3 -. Il gatto è stato visitato, curato, e sottoposto agli accertamenti necessari a tutela della salute sua e degli altri animali con cui è destinato a convivere. Nessun intervento invasivo è stato praticato, nessuna lesione è stata quindi provocata; ogni passaggio della permanenza e dell'assistenza fornita all'animale è documentato fino al momento della riconsegna, quando il gatto non presentava escoriazioni o ferite».







