In una giornata piovosa a Londra, Angie Ymeraj stava guardando fuori dalla finestra quando ha notato una figura immobile sul tetto di un edificio vicino. Tra tegole bagnate e grondaie scivolose si intravedeva un gatto. Se ne stava lì rannicchiato, completamente immobile, esposto alla pioggia.

Da lontano si vedeva chiaramente quanto fosse magro e stanco. Per Angie era evidente che quel gatto non aveva una casa e che probabilmente era lì da giorni, forse da settimane.

Un gesto semplice che diventa un impegno quotidiano

Il giorno dopo Angie ha deciso di provare ad aiutarlo. Ha preparato una ciotola di cibo, si è arrampicata sul tetto e ha cercato di lasciarla il più vicino possibile al punto in cui lo aveva visto. Ma il gatto, terrorizzato, non si avvicinava.

Allora ha iniziato a fare qualcosa che pochi avrebbero avuto il coraggio di fare: è salita sui tetti per posizionare il cibo sempre più vicino al suo nascondiglio. Con pazienza e molta cautela, giorno dopo giorno ha continuato a tornare. All’inizio il gatto mangiava solo quando lei se ne andava. Poi, lentamente, ha iniziato a restare nei paraggi.