Quando si parla di pane, è facile scovare in tutto il mondo dei forti “parallelismi culturali”, che ci fanno capire come, unico nel suo genere, il legame tra l’uomo e questo prodotto alimentare sia un legame spirituale, prima ancora che alimentare.
Da Demetra per i Greci, che dona i cereali agli uomini, alla dea Cerere per i Romani (da cui la parola “cereali), ad Attis per i Frigi (antica popolazione residente in Turchia), anche lui dio della vegetazione, che ciclicamente muore e rinasce per dare più vita alla terra, in un trasferimento delle energie dall’uomo alla natura, per accrescerne le forze fecondanti (la stessa fecondità che si ritroverà poi nel simbolismo cristiano delle uova).
“Persone, luoghi e farine, anche il pane ha il suo terroir”
08 Ottobre 2025
Da sempre quindi il pane ha avuto un significato importante nella cultura umana, soprattutto guardando al Mediterraneo dove c’è un filo rosso che lega le tre principali religione monoteiste che si affacciano sul Mare Nostrum: nell’Ebraismo, il pane azzimo matzah ricorda la fuga dall’Egitto, mentre la challah benedetta celebra lo Shabbat; nell’Islam il pane è considerato un dono di Allah da onorare e rispettare, ma è sicuramente la religione cristiana quella che dà al pane un posto veramente centrale legandolo direttamente e indissolubilmente alla metafora del corpo di Cristo, in primis con l’ostia nella liturgia della messa,









