Elaboriamo i tuoi dati per fornire contenuti o annunci pubblicitari e misuriamo la distribuzione di tali contenuti o annunci pubblicitari per estrarre informazioni sul nostro sito web. Condividiamo queste informazioni con i nostri partner sulla base del consenso e dell'interesse legittimo. Puoi esercitare il tuo diritto di consenso o di opposizione a un interesse legittimo, in base a una finalità specifica indicata di seguito o a livello di partner nel link sotto ciascuna finalità. Queste scelte saranno segnalate ai nostri fornitori che partecipano al Transparency and Consent Framework e salvate in un cookie sul tuo dispositivo denominato "fides_consent" per una durata massima di 12 mesi.
Nella notte tra il 15 e il 16 marzo si terrà la 98ª edizione degli Academy Awards, durante la quale verranno assegnati gli Oscar 2026, il riconoscimento più prestigioso nel mondo cinematografico. Tra i titoli in corsa per il premio come miglior film figurano opere tratte da libri, come Frankenstein e – seppur solo in parte – Hamnet, nonché film che riprendono e rielaborano in chiave narrativa la vita di personaggi noti nel loro tempo e nel loro contesto culturale, come Marty Supreme.
Questo fenomeno non sorprende se si considera che, come osservato da filosofi e antropologi, la cultura visuale e cinematografica costituisce oggi una delle principali chiavi di lettura della produzione artistica contemporanea. Non solo: le storie, quando funzionano, viaggiano attraverso diversi media. Per dirla con Jünger Müller, i media non possono più essere concepiti come monadi isolate. Un libro può diventare film, serie TV, spettacolo teatrale o addirittura videogioco, con un effetto moltiplicatore sul pubblico e sul mercato.






