Treno delle 9.50 per Reggio Calabria. Davanti al tabellone principale di Porta Nuova, nell’atrio prima dell’ingresso ai binari, dirigenti e amministratori di Forza Italia fanno foto opportunity e si stringono la mano. Con tanto di palette, una del partito e l’altra sul referendum, qualche decina di azzurri si sono dati appuntamento alla stazione per prendere insieme la «Freccia per il Sì», parte di una mobilitazione nazionale che si dà appuntamento a Milano Centrale.

Cirio e i dirigenti azzurri sul treno per il referendum

Leader del gruppo il governatore del Piemonte Alberto Cirio, in veste di vicesegretario di Forza Italia. Con lui il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo e coordinatore piemontese del partito, il senatore Roberto Rosso, la coordinatrice della Valle d’Aosta Emily Rini e quello della Liguria Carlo Bagnasco.

«C’è il tentativo della sinistra – dice Cirio – di dare solo un significato politico a questo referendum, come se fosse una spallata al governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni. Ma questo è un errore». Secondo il vice di Antonio Tajani, la riforma sulla separazione delle carriere «non ha nulla a che fare con i destini del governo, ma con quelli della libertà di tutti i cittadini italiani».