LONGARONE (BELLUNO) - Le prime maglie sono già arrivate, ma altre, molte altre ne arriveranno nei prossimi mesi. L'idea di raccogliere le casacche delle squadre di calcio che nella stagione 1963-64 militavano in serie A e B ed a queste aggiungere quelle del Real Madrid e del Glasgow che la sera del 9 ottobre si sfidavano in una partita dell'allora Coppa dei campioni, è nata all'interno dell'Istituto comprensivo di Longarone. Ed ha subito fatto centro. Lo sport - questa l'idea che sta alla base del progetto che intende raccogliere le divise ed esporle in museo didattico del Vajont da realizzare - come ponte tra passato e futuro. E una maglia di calcio come simbolo di memoria.

Vajont, nuovo impianto idroelettrico, Honsell: «Ho depositato un'interrogazione che sarà esaminata in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia»

Oltre ad alcune società della massima serie, all'iniziativa ha fra l'altro subito risposto la Dolomiti che ha deciso di sostenere a sua volta il progetto donando una maglia ufficiale della stagione in corso, di serie C, con il numero 63, a simboleggiare il legame con la storia del territorio. Tutto nasce dunque dalle attività di studio e approfondimento degli studenti della scuola secondaria di I grado Gonzaga di Longarone che, per ricordare la tragedia del Vajont, hanno scelto di utilizzare anche il linguaggio dello sport. La sera del 9 ottobre 1963, infatti, molti abitanti di Longarone e delle frazioni vicine si erano ritrovati al bar Centrale o al bar Minerva per seguire la sfida allo stadio Bernabeu fra la squadra spagnola e quella scozzese. In quel contesto di leggerezza l'onda d'acqua che il monte Toc sollevò dal bacino della diga li travolse: 1910 i morti, tra cui 476 bambini. Ha origine in questa unione di sport e tragedia l'idea degli studenti di creare uno spazio espositivo in cui raccogliere le maglie delle squadre che nella stagione 1963-64 militavano nei campionati di Serie A e B; e con esse anche quelle delle due squadre europee e, ancora, delle città che, nel tempo, hanno stretto rapporti di amicizia o gemellaggio con Longarone. Un museo aperto al contributo di tutte le società che vorranno aderire. E così i ragazzi hanno preso carta e penna e scritto ai presidenti delle società calcistiche, spiegando il significato dell'iniziativa.