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Ultimo aggiornamento: 16:46
Il Parlamento europeo con 367 voti favorevoli, 166 contrari e 84 astensioni ha approvato il Rapporto della Commissione Hous, una relazione che contiene le raccomandazioni alla Commissione e agli Stati membri per affrontare l’aumento dei prezzi delle case e la carenza di alloggi accessibili.
Il rapporto parte da una constatazione condivisibile: milioni di cittadini europei vivono in condizioni abitative precarie. Negli ultimi anni i canoni di locazione sono aumentati in media di oltre il 30%, con una incidenza sui redditi del 40%, mentre la disponibilità di abitazioni pubbliche continua a diminuire. Una situazione che si abbatte soprattutto su giovani, famiglie e persone vulnerabili, afflitte da una povertà strutturale, anche quando lavorano, rendendo difficile l’accesso alla casa e aggravando disuguaglianze sociali già profonde.
Il documento non ha recepito gli impegni concreti derivanti dalle proposte avanzate dai movimenti sociali, dalle forze politiche di sinistra e dai governi europei progressisti per affrontare la crisi strutturale dell’abitare in Europa. Eppure i numeri a livello europeo sono allarmanti: 1,2 milioni di persone sono senza casa in Europa, tra cui 400.000 bambini, mentre 20 milioni di persone vivono in condizioni abitative inadeguate. Un rapporto, quello approvato che non prevede neanche le misure necessarie per raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla Risoluzione del Parlamento europeo sulla casa approvata il 21 gennaio 2021: a) porre fine alla condizione di senza casa, b) garantire che il costo dell’abitare non superi il 30% del reddito entro il 2030.







