Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, passa ai fatti e chiede alla rappresentante del suo ministero nel Consiglio di amministrazione della Biennale, Tamara Gregoretti, “di rimettere il suo mandato essendo venuto meno il rapporto di fiducia“. L’annuncio è arrivato con una nota ufficiale. Gregoretti, giornalista e autrice televisive, era stata nominata nel Cda della Fondazione veneziana il 13 marzo 2024 dall’allora ministro Gennaro Sangiuliano. L’accusa mossa dal ministro è quella di non averte “ritenuto di avvisare né della possibile presenza della Federazione Russa alla prossima Biennale né, successivamente, di essersi espressa a favore della sua partecipazione pur nella consapevolezza della sensibilità internazionale della questione”, spiega la nota del ministero.

La replica è immediata e secca: “Sono serena e non ho intenzione di dimettermi”, dichiara in una nota Tamara Gregoretti. La consigliera, nominata in rappresentanza del ministero della Cultura nel Cda, spiega anche le ragioni della sua serenità: “Sono certa di muovermi in osservanza dello Statuto della Biennale di Venezia e dell’autonomia dell’istituzione, in base a cui i componenti del Consiglio di Amministrazione non rappresentano coloro che li hanno nominati, né a essi rispondono”, citando anche il comma dell’articolo del decreto legislativo del 1998 che regolamenta il cda della Biennale.