Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Respinti i ricorsi del Tribunale di Torino: il diritto alla cittadinanza non è più un automatismo illimitato per i discendenti nati all'estero
La Corte costituzionale ha dichiarato in parte non fondate e in parte inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal tribunale di Torino sulle “Disposizioni urgenti in materia di cittadinanza” sull'articolo 1 del decreto-legge numero 36 del 2025, convertito nella legge numero 74 del 2025. Si tratta del decreto che pone dei limiti alla trasmissione illimitata iure sanguinis della cittadinanza. Il cuore della contesa era proprio l'articolo 1 della legge, che ha drasticamente limitato la trasmissione illimitata della cittadinanza per linea di sangue. Fino a ieri, bastava dimostrare di avere un antenato italiano per rivendicare il passaporto, anche senza conoscere una parola della nostra lingua. Ora, invece, la legge stabilisce che chi è nato all'estero ed è già in possesso di un'altra cittadinanza è considerato come "mai in possesso" di quella italiana, a meno che non dimostri un legame concreto.






