Il Tribunale per i Minorenni di Bari ha assolto "perché il fatto non sussiste" un ragazzo di 25 anni, minorenne all'epoca dei fatti, finito a processo con l'accusa di aver utilizzato sostanze dopanti per alterare le sue prestazioni da bodybuilder. I fatti si riferiscono al dicembre 2018. Le indagini erano partite dopo la denuncia della madre del ragazzo che aveva notato nel figlio, oltre a una maggiore frequenza di emicranie e di perdite di sangue dal naso, anche dei cambiamenti fisici e caratteriali.

Dopo aver trovato delle fiale e delle siringhe in camera del ragazzo, e dopo alcuni esami del sangue fatti al Policlinico di Bari che avevano rilevato valori particolarmente alti di potassio, la donna aveva deciso di denunciare. Ascoltato pochi giorni dopo, l'allora 17enne avrebbe raccontato di aver assunto delle sostanze dopanti che si era procurato tramite l'allenatore della palestra che frequentava.

Quelle dichiarazioni, però, furono rese in assenza del suo legale, e quando il giovane fu sentito di nuovo in presenza del suo avvocato, Libio Spadaro, si avvalse della facoltà di non rispondere. Nel corso del processo, poi, sia lui che la madre decisero di avvalersi della facoltà di non rispondere.