Lui aveva compiuto da poco 18 anni, lei ne aveva ancora 13. Ma un rapporto sessuale tra i due si è trasformato in un caso giudiziario. In occasione di una visita in pronto soccorso della ragazza, che temeva di essere incinta, dall’ospedale è partita una segnalazione in Procura per la sua giovane età: e il ragazzo si è così ritrovato a processo per il reato di “atti sessuali con minorenni”, dal momento che la ragazzina non aveva ancora compiuto 14 anni. Il giovane, ora ventenne, è stato assolto.
La vicenda arriva dal levante genovese, dove i due ragazzi – tutt’ora amici stretti – si frequentano sin da bambini, le famiglie si conoscono e sono al corrente della relazione. A un certo punto i due giovani hanno un rapporto sessuale, ma la ragazzina teme una gravidanza e così si fa accompagnare in ospedale proprio dal fidanzato.
I medici appurano che non è incinta, ma fanno partire una segnalazione in Procura. Per il ragazzo scatta così la denuncia automatica, cui segue la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm Francesco Cardona per atti sessuali con minorenne: un reato che viene punito con la stessa pena base della violenza sessuale (da 6 a 12 anni).
Al processo, che si è svolto in rito abbreviato, la Procura chiede otto mesi di reclusione. Anche i famigliari della ragazza hanno chiesto che il ragazzo venisse assolto, tanto che si costituiscono parte civile. Nel corso delle indagini i due ragazzi vengono sentiti, e mostrano di capire che quanto compiuto con leggerezza è in realtà un reato severamente punito.







