"Il timore di mio fratello Paolo era che venisse alterata l'indipendenza della magistratura: pensava che una separazione delle carriere avrebbe potuto portare i magistrati sotto l'influenza del potere politico e questo per lui era un pericolo da scongiurare.
È giusto dire che i mafiosi votano per una delle due parti, perché sicuramente sono ben contenti di qualcosa che diminuisca il potere della magistratura, e ha fatto benissimo Gratteri a dire quello che ha detto.
Mafiosi e massoni voteranno sicuramente a favore della riforma". Queste le parole di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, su Radio Cusano, nel corso del programma "Battitori Liberi".
"Chiamare in causa Falcone e Borsellino, due magistrati uccisi affinché non parlassero, è un'oscenità. Definire oggi quei magistrati come un plotone di esecuzione come ha fatto il capo di gabinetto del ministro della Giustizia fa rivoltare le viscere. Falcone si riferiva alla separazione delle funzioni e non delle carriere. Sono i magistrati che sono finiti sotto il plotone di esecuzione. Questa riforma è un golpe, un attentato alla nostra Costituzione, non un referendum, per questo mi sono schierato apertamente per il No", ha proseguito Borsellino. "Il Parlamento italiano ormai è privato delle sue funzioni, ha perso potere, dovrebbe rappresentare il potere legislativo, ma si va avanti a decreti legge e voti di fiducia. Le carriere sono già ampiamente separate dalla riforma Cartabia".











