VENEZIA - «Come uomo non vali niente», «Me la pagherai»: offese e minacce che un 26enne di Favaro Veneto, nel Veneziano, continuava a inviare ad un suo ex professore delle superiori da almeno cinque anni, quando il collegio docenti aveva deciso di bocciarlo. Nella mente del giovane, però, quello “stop” alla sua carriera scolastica era del tutto ingiustificato e soprattutto frutto di un unico artefice: il docente al quale, per vendetta, aveva deciso di rendere la vita impossibile.
Anno dopo anno, la figura dell’ex professore per lo studente si era trasformata in una vera e propria ossessione, a tal punto che l’uomo si era visto costretto a denunciarlo già tre anni fa. Una querela che, oltretutto, per il giovane era sfociata in una condanna. Non lo seguiva per strada, non si presentava sotto casa o a scuola. L’assillo era principalmente a distanza, dietro uno schermo. Il docente per anni è stato inondato di messaggi, inviati a qualsiasi ora e su ogni piattaforma social possibile. Le frasi erano sempre simili, sempre cariche di rabbia, offese e minacce di vendetta.
Quell’accanimento sembrava essersi spento nel 2023, dopo che il giovane per poco non era finito dietro alle sbarre. A gennaio di quest’anno, invece, il fuoco del rancore era tornato ad ardere più forte di prima, così come era tornata – se non addirittura aumentata – la mole di messaggi minatori inviati all’ex professore. L’uomo, che oggi ha all’incirca una cinquantina d’anni, si è così rivolto ancora una volta all’Arma.







