Scena uno. Il procuratore Nicola Gratteri si presenta in tv e legge dal suo telefonino un'intervista inesistente a Giovanni Falcone, attribuendo a quel grande magistrato cose da lui mai dette né pensate. Scena due. Il procuratore Gratteri si ripresenta in un'altra tv e, in scioltezza, qualifica come mafiosi e massoni deviati i sostenitori del Sì al referendum. La cosa è stata poco notata: ma (guarda che «cultura della giurisdizione»…), una volta presa la rincorsa, il magistrato mette nel mazzo dei cattivi per il Sì anche «gli imputati e gli indagati», cioè cittadini da considerare innocenti secondo quella Costituzione che proprio lui e i suoi colleghi brandiscono.
Capezzone: c'è chi può e chi non può, Gratteri può proprio tutto? Immagina se…
Scena uno. Il procuratore Nicola Gratteri si presenta in tv e legge dal suo telefonino un'intervista inesistente a Giovanni Falcone, attribuendo a...














