E'bufera sul procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri per alcune affermazioni che avrebbe fatto al direttore del 'Foglio' Claudio Cerasa, e riferite dallo stesso giornalista in un posti su X: "Abbiamo chiamato Gratteri per capire perché ha detto che Sal Da Vinci voterà "no" al referendum (falso).
Ci ha detto: scherzavo. E ha aggiunto: "Se dovete speculare fate pure. Tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete".
"Prendo atto della ennesima polemica. Però io so bene cosa significa essere bersaglio di minacce. Il nostro ordinamento prevede 90 giorni di tempo per presentare una querela penale e cinque anni per l'azione civile. Appena avrò un po' di tempo valuterò se agire nei confronti di quei giornali che ritengo abbiano leso la mia immagine, con querela o con citazione civile". Così, all'ANSA, il procuratore di Napoli. "Se l'espressione da me utilizzata in una forma concisa non andava bene mi dispiace", ha aggiunto Gratteri.
"Questo è il mio pensiero, - sottolinea Gratteri nella dichiarazione all'ANSA - e gradirei non essere strumentalizzato ancora una volta. Perché io, tutti i giorni, da mesi, vengo minacciato di denunce, procedimenti disciplinari. Posso ipotizzare di farmi risarcire? O secondo una parte politica le regole valgono per tutti e non per me?", conclude.












