In un anno privo di eventi catastrofali di rilievo e con i mercati ben intonati e dunque con i risparmiatori maggiormente propensi a investire i propri denari, Generali, così come già altre compagnie assicurative, ha chiuso un 2025 record.

A tal proposito i dati chiave, più o meno in linea con il consensus medio degli analisti, sono il risultato operativo e l’utile netto che si sono attestati rispettivamente a 8 miliardi di euro, in crescita del 9,7% e a 4,3 miliardi, con un balzo del 14,5%, un incremento quest’ultimo che ha dato origine a un eps normalizzato in ascesa del 16,2% a 2,85 euro. Abbastanza per mettere in agenda un dividendo per azione di 1,64 euro (+14,7%) e un buyback da 500 milioni che verrà proposto alla prossima assemblea degli azionisti.

A questi risultati hanno contribuito tutte le linee di business ma molto ha fatto il segmento Danni sia sul fronte della crescita dei premi che sul piano della redditività. In particolare nell’ambito di un aumento dei premi lordi del 3,6% a 98,1 miliardi, il Danni è salito del 7,6% a 36,2 miliardi registrando un risultato operativo di 3,663 miliardi (+20%) a fronte di un combined ratio in miglioramento al 92,6% (-1,4 punti percentuali). Se si guarda al combined ratio non attualizzato la dinamica resta positiva con il dato che è sceso di 1,6 punti percentuali al 94,3%.