(di Mauretta Capuano) sottolinea - è lecita.

Non è altrettanto lecito, o perlomeno corretto, che Colabianchi faccia sapere che la nomina è stata approvata all'unanimità dal Consiglio d'indirizzo, cosa mai avvenuta. Il Consiglio, sempre da Statuto, non ha alcun titolo per esprimersi in merito alle nomine artistiche".

Il caso Venezi aveva fatto mobilitare ieri anche la Slc Cgil Veneto che, dopo la ratifica della nomina aveva attaccato Colabianchi: "tutti sanno che la nomina gli è stata in realtà imposta da Roma nella persona del sottosegretario Mazzi sia nei tempi che nei modi" e la Cgil Venezia aveva sottolineato il "solito metodo Brugnaro: decidere da padrone e non da rappresentante delle istituzioni".

Tortato nel suo lungo post non ha risparmiato neppure i sindacati che lo hanno duramente criticato durante il braccio di ferro sul welfare: "Visto che stiamo parlando della Fenice e non della bocciofila di Maerne (che non esiste, così non offendo nessuno), era assolutamente sensato sospendere il pagamento di quell'erogazione liberale sin quando non si avesse avuto la certezza che quei soldi sarebbero entrati in cassa". Il consigliere del MiC si è rivolto anche alla Venezi precisando che: "non è lecito da parte sua - o per lo meno non è da me accettabile - parlare pubblicamente della Fenice come di un 'teatro con gestione anarchica', affermazione che chiama in causa il Sovrintendente, il Presidente e l'intero Consiglio".