VENEZIA - Dimissioni rumorose, ieri, alla Fenice. Il maestro Alessandro Tortato se ne va dal Consiglio di indirizzo della Fondazione lirico-sinfonica. Un addio in polemica dichiarata - al momento via social - per la gestione del caso Beatrice Venezi. In un post articolato, Tortato spiega di non aver gradito l’uso «politico» che sarebbe stato fatto del Consiglio d’indirizzo in questi mesi, chiamato per ben due volte ad approvare la nomina della musicista lucchese a direttrice musicale della Fenice, competenza esclusiva del sovrintendente Nicola Colabianchi. Ma ad aggravare il disagio del consigliere ci sono state anche le ultime uscite «fuori luogo» della stessa Venezi - dall’anarchia in teatro, agli abbonati ottantenni - a cui Trovato immaginava che il teatro replicasse. Non è accaduto. Così quando l’altro giorno è stato convocato dal sindaco e presidente della Fenice, Luigi Brugnaro, per una nuova ratifica della nomina di Venezi da parte del Consiglio, Trovato non si è presentato. Assenza insolita. Ieri è arrivata la spiegazione, con tanto di dimissioni.
Per il momento il professore del Conservatorio Benedetto Marcello, unico musicista presente nell’organismo di indirizzo della fondazione, preferisce non fornire ulteriori dettagli. Si affida al suo sfogo social, ricostruzione dettagliata di quello che definisce un «vero e proprio feuilleton tutto italiano». Poco più di un anno di esperienza - era stato nominato a gennaio 2025 dal ministero della Cultura - che si aspettava «entusiasmante e si è rivelata un disastro». Già all’indomani della nomina di Venezi, sette mesi fa, Tortato si era risentito perché inizialmente era stata presentata come passata all’unanimità in Consiglio. Un passaggio su cui ora l’ex consigliere ritorna. Premette di ritenere legittime sia la nomina del sovrintendente da parte del ministero («Al netto di ipocrisie, è una figura politica» e Colabianchi ha «tutte le carte in regola»), sia di Venezi da parte del sovrintendente: «Lo prevede lo Statuto». Quanta alla mancata comunicazione all’Orchestra, «si può parlare di prassi violata, ma la nomina è lecita. Non è altrettanto lecito, o perlomeno corretto, che Colabianchi faccia sapere che la nomina è stata approvata all’unanimità dal Consiglio d’indirizzo, cosa mai avvenuta - accusa Tortato - Il Consiglio non ha alcun titolo per esprimersi in merito alle nomine artistiche, può farlo solo su approvazione bilanci, programmazione, individuazione sovrintendente, vertenze sindacali». Così alla seduta di novembre, quello che approva davvero la nomina, «mi oppongo all’inserimento nel verbale dell’espressione “il Consiglio approva all’unanimità” - scrive ancora Tortato - propendendo per un generico sostegno a Venezi in quanto direttore musicale del Teatro, nominato legittimamente dal sovrintendente».










