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Ultimo aggiornamento: 14:45

Le detrazioni fiscali per incentivare lo sviluppo per le rinnovabili? Misure regressive, come quelle per la riqualificazione energetica degli edifici, che spesso favoriscono chi ha liquidità, così come il possesso di un appartamento, e come gli incentivi ad auto elettriche che restano ancora costosissime. Insomma, un mondo ecologicamente migliore potrebbe non essere un mondo più giusto. La denuncia arriva da un libro a doppia firma, Clima ingiusto. Il welfare per un patto eco-sociale (Donzelli), di Giovanni Carrosio, docente di Sociologia dell’ambiente all’Università di Trieste, e Vittorio Cogliati Dezza, già presidente di Legambiente e membro del Coordinamento del Forum Disuguaglianze e Diversità. Un saggio in cui gli autori sottolineano anche come, per converso, misure socialmente giuste possano aggravare la crisi climatica: ad esempio le politiche di contrasto alla povertà energetica, fatte di riduzione di tariffe, sussidi per le bollette etc, di cui tanto si sta parlando in questi giorni.

Perché il nesso tra questione ambientale e giustizia sociale ancora non è così chiaro?

La crisi climatica colpisce tutti, cioè ha una dimensione universalistica, ma non tutti allo stesso modo. Sono soprattutto i ricchi ad avere case resistenti a eventi estremi, seconde case, assicurazioni, veicoli per evacuazioni rapide, tecnologie domestiche intelligenti, servizi meteo avanzati. I poveri invece hanno difficoltà a riqualificare le proprie abitazioni, vivono in sottoscala, non possono cambiare gli infissi né permettersi un climatizzatore. È un universalismo asimmetrico e per questo serve cogliere l’interdipendenza dei due ambiti.