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Sulle infrastrutture dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti incombono comunque le minacce del regime iraniano. L’incognita degli Houthi
Lo Stretto di Hormuz è congelato. Nel canale d’acqua attraverso il quale prima della guerra transitavano ogni giorno il 20% del petrolio e il 25% del gas naturale liquefatto del mondo, il traffico commerciale è ormai sotto ostaggio dei pasdaran. E un’ulteriore escalation potrebbe essere dietro l’angolo. La Cnn riferisce infatti che il regime degli ayatollah avrebbe già cominciato a posizionare mine nello Stretto e gli Stati Uniti annunciano la distruzione di 16 posamine iraniane.
Mentre con il controllo di Teheran su Hormuz la Repubblica Islamica esporta più petrolio che mai, in gran parte destinato alla Cina, tutti gli altri produttori della regione si affrettano a trovare nuove rotte per aggirare lo Stretto. La buona notizia è che un piano B per rispondere allo scacco matto dichiarato dai pasdaran esiste già. La cattiva è che potrebbe non essere sufficiente.






