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11 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:47

Trentadue centimetri. È la differenza di altezza sulla quale si sta giocando una partita sotterranea tra il Gruppo Fs e la francese Sncf, l’operatore francese che ha recentemente ottenuto il via libera per operare in Italia dal settembre 2027. I treni Tgv che andranno a fare concorrenza a Frecciarossa e Italo sulle tratte Torino-Venezia e Torino-Roma, via Milano, sono a due piani e raggiungono i 4,32 metri di altezza. I convogli di Trenitalia e Italo, invece, si fermano a 4 metri. E proprio quei 32 centimetri rischiano di fare tutta la differenza del mondo, secondo Rfi – la società del Gruppo Fs che gestisce la rete ferroviaria – che ha ingaggiato una battaglia, seguita poi anche dall’altra società del Gruppo Fs e dalla stessa Italo.

La questione è legata alle altezze delle gallerie lungo la rete tradizionale, quella dove i treni Alta Velocità vengono instradati nel caso in cui la linea dedicata ai convogli superveloci non sia operativa. Un’evenienza non remota. Secondo Rfi, infatti, l’altezza dei Tgv non permetterebbe ai treni di passare sotto diverse gallerie e tunnel costruiti nel corso del ‘800 che sono presenti lungo la rete convenzionale. Praticamente, questo il timore di Rete ferroviaria italiana, in caso di un guasto lungo l’Alta Velocità, i treni francesi instradati lungo la linea convenzionale rischierebbero di bloccare anche quella non essendo compatibili con l’infrastruttura convenzionale usata dai Tgv durante le emergenze. I tunnel di vecchia concezione, è bene specificarlo, sono principalmente lungo la Roma-Napoli, una tratta che i Tgv non percorrerebbero al momento dello loro sbarco sui binari italiani per corse nazionali. Tuttavia, ce ne sarebbero anche a nord della Capitale e il problema non esisterebbe più solo una volta che saranno ultimati i lavori previsti dal Pnrr.