ROMA – L’Art, Autorità dei Trasporti, interviene sul Tgv a due piani che i francesi di Sncf impiegheranno anche in Italia, dal settembre 2027, per collegare Torino e Venezia e Torino e Roma (via Milano).

Scrive l’Art in un comunicato che “nell’esercizio delle proprie funzioni di regolazione e vigilanza sul mercato ferroviario, l’Autorità, nel corso della valutazione del PIR 2026 predisposto da Rfi, ha rilevato l’assenza dei presupposti normativi necessari per l’introduzione del requisito della cosiddetta doppia circolarità, inserito dal gestore dell’infrastruttura nel documento e che rappresenta, tra l’altro, una potenziale barriera tecnica all’ingresso nel mercato di nuovi operatori”.

“Questo requisito prevede che i treni operanti sulla rete ad Alta Velocità siano tecnicamente compatibili anche con la rete ferroviaria tradizionale. La normativa europea prevede che un obbligo di questo tipo, per poter essere validamente introdotto, debba trovare fondamento in una specifica previsione di legge oppure, in mancanza, essere oggetto di notifica agli organismi europei competenti”.

La sentenza del Tar

“Nel caso di specie, questa notifica non risulta effettuata dal gestore dell’infrastruttura, circostanza che l’Autorità ha evidenziato nell’esercizio delle proprie prerogative. L’assenza di un presupposto normativo per tale requisito è peraltro richiamata anche nella stessa sentenza del Tar citata nell’articolo di stampa (di Repubblica, ndr), nella quale si afferma come non sussista “un obbligo circa il soddisfacimento, da parte delle imprese ferroviarie che accedono alla rete ad alta velocità, del requisito della doppia compatibilità”.