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11 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:49

Sono oltre 7,5 milioni le persone che hanno visto i propri voli cancellati dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, a seguito della chiusura dei tre più importanti hub del Golfo: Doha, Dubai e Abu Dhabi. Ad essere colpiti maggiormente i cinque principali vettori dell’area, con un danno stimato di almeno 1,6 miliardi di dollari solo per i mancati ricavi dei biglietti già emessi.

A riportare le stime, sulla base dei dati di settore, è il Corriere della Sera, che spiega come il bilancio non sia definitivo, a causa sia della prosecuzione del conflitto, ma anche della progressiva riduzione delle ripercussioni sulle operazioni di volo. A peggiorare l’impatto economico sui vettori coinvolti, sono anche le spese aggiuntive sostenute dalle compagnie come l’emissione di nuovi biglietti per i passeggeri coinvolti, le sistemazioni negli hotel, i pasti, i trasferimenti da e per l’aeroporto, oltre ai mancati ricavi del cargo trasportato nelle stive degli aerei. Tra il 28 febbraio, data di inizio delle ostilità con Stati Uniti e Israele da una parte e Iran dall’altra, e il pomeriggio del 10 marzo nel Golfo Persico, sono stati più di 43mila i voli cancellati, tra partenze e arrivi, secondo i dati forniti dalla piattaforma specializzata Cirium. Non è stato effettuato, secondo le stime, il 55% dei viaggi programmati da tutti i vettori, locali e internazionali.